Il Salotto di Sarah

Aggiornato il: ott 11



Cara Mamma,


Quando Matteo era ancora molto piccolo abitavo in un paesino dove ci si conosceva tutti, ma le occasioni per creare rete e supporto tra le mamme erano minime, per non dire inesistenti.

Potevi sentirti al telefono, mandarti qualche vocale, organizzare un caffè, ma in quei primi mesi qualcosa cambia e ci si ritrova a fare le equilibriste.

Riuscire a trovare un tempo comune, tra una poppata, un sonnellino e una riassettata alla casa, diventa veramente un’impresa. C’è poi un senso del dovere, socialmente imposto, per cui ammettere di essere stanche e sopraffatte dal grande cambiamento, rende l’ammissione delle proprie difficoltà e dei propri bisogni molto difficile. Bisogni che possono variare dall’esigenza di voler dormire un po' di più o semplicemente dalla voglia di avere un’ora (due sarebbe già osare troppo) per se stesse, o con il proprio compagno.

In quel periodo mi sono sentita spesso molto sola: le amiche di una vita, quelle che chiameresti anche alle due di notte, erano in un’altra città.

Lele lavorava sei giorni su sette e quelle ore ad aspettare il suo rientro, per stare insieme e dividersi un po' i compiti, gravavano molto sulla fragilità di quel momento.

Ringrazio ogni giorno di aver avuto Elena con me, che in quel periodo aveva 21 anni, eppure cercava sempre di ritagliarsi del tempo per noi (e riempirmi di leccornie appena sfornate).

E mia madre.

Nessuna delle due guida, così, quasi ogni giorno, prendeva il pullman per venire a trovarci, e non mi stancherò mai di ripetere a me stessa quanto sia stata fortunata (e lo sia tuttora) ad averla nella nostra vita, rendendomi conto di quanto la sua preziosa presenza non fosse mai scontata. Lei stessa si era trovata da sola quando io ero piccolissima. Nei primi tempi vivevamo a Vienna, dove lei non aveva nessuno a parte mio padre, dal quale si separò qualche mese dopo la mia nascita. Tornata in Italia la situazione non fu semplice. Mia nonna era molto malata e mancò qualche anno dopo, quando io avevo solo quattro anni. Questo portò mia madre, negli anni, a dirmi spesso “Spero davvero di esserci quando avrai un figlio, per poterti stare vicina”. E questo portò me, a mia volta, a sentire una piccola stretta al cuore quando, confrontandomi con altre mamme, mi rendevo conto che, per un motivo o per l’altro, non avevano la mia stessa fortuna. Molte di loro non avevano sostegno di nessun tipo. Le vedevi col passeggino, con le borse appese cariche di spesa, lanciarti in corsa un “Tutto bene, grazie!” e chiudersi dietro la porta di casa, pronte per un altro tour de force. Poi ci sono le maternità apparentemente più semplici, quelle in cui la consapevolezza della propria fortuna non le fa sentire autorizzate a lamentarsi e nemmeno a gioire troppo, per non urtare la sensibilità delle occhiaie altrui. Il risultato è sempre lo stesso: ci si chiude in un diplomatico riserbo. In frasi fatte, in considerazioni trite e ritrite. Poi col passare dei mesi qualcosa cambia. Quel mondo così nuovo, così intimo, trova nuove parole e nuove capacità. Quella che eri prima comincia a ricongiungersi con la donna, la madre, la figlia, l'amica e la compagna che sei ora. A riappropriarsi del proprio linguaggio, dei propri limiti e delle proprie conquiste.

In questi ormai quasi tre anni da quando sono diventata mamma, ho avuto modo di conoscere tantissime donne, e di ricevere in dono un confronto prezioso. Tutti i nostri racconti sono diventati testimonianza di gioie, di difficoltà, di cose non dette, ma soprattutto di grande forza.


L’anno scorso, proprio in questo periodo, iniziai a muovermi, con l’aiuto di una mia amica e psicologa, per creare un’associazione a favore delle mamme. L’idea era quella di creare uno spazio che fosse “casa" e ritrovo. Un luogo in cui confrontarsi, o restare in silenzio. Mari ed io abbozzammo alcune proposte per il Comune, ma gli eventi personali di entrambe non ci permisero di andare avanti. Io avevo due lavori, un bambino di un anno e mezzo e, ultimo ma non per ultimo, mi stavo trasferendo in un'altra casa. Decisi di mettere questo progetto nel cassetto, con l’imperativo di volermi bene lo stesso, anche quando non riuscivo a fare tutto quello che avrei voluto.


Un mesetto fa ho deciso di riaprire quel cassetto e cominciare a tirarne fuori una piccola parte.

Rileggo la prima bozza del progetto, dal titolo “Il salotto delle mamme”.

Scrivevo: Le mamme sono la base della comunità // Sostegno e supporto per future mamme, neomamme e mamme // Mamme libere e consapevoli.

Abbozzavo alcuni temi, che mi sarebbe piaciuto approfondire con l’aiuto di alcune figure professionali:

- L'importanza delle mamme all'interno della comunità

- L’equilibrismo delle mamme

- La solitudine delle Wonder Mama

- Depressione post parto, inadeguatezza

- Crisi sociale e individuale

- Mamme e lavoro

- Mamme e papà

- Attività da svolgere in gravidanza e dopo

E concludevo la prima bozza scrivendo:

“Per prendersi cura al meglio di qualcuno bisogna sentirsi amate, accolte e coccolate.”


E vorrei che questo piccolo spazio virtuale, possa diventare proprio questo.

Un luogo per tutte noi, per sentirsi amate, accolte e coccolate.

Per me, cresciuta con mia madre e mia zia, l’unione tra donne è sempre stata la gemma di frutti molto importanti, per cui non potevo, e non volevo, fare tutto questo da sola. Qui con me, ad accompagnarmi in questo percorso, ci saranno moltissime donne, mamme e figure professionali. Sono felice dell’entusiasmo con cui hanno accolto questo progetto.

Una delle cose a cui tengo è che all'interno di questo spazio prendano posto più persone, che non ci sia un'unica voce narrante, ma che si possa creare un dialogo aperto e dinamico, a volte più profondo, a volte più leggero, fatto di temi e di proposte differenti. Proprio come può succedere tra le pareti di un salotto, quando ci si ritrova tra amiche e, dopo una giornata di corse, ci si ferma a sorseggiare un bicchiere di vino o una tazza di the.


E’ un’idea, senza una strada predefinita, che mi emoziona davvero molto. E credo che da tutto questo nascerà qualcosa di bello perchè, si sa, la forza delle donne è unica e, molto spesso, ha radici tortuose.


Benvenute ❤️

Sarah