L’importanza delle esperienze multisensoriali nei primi anni di vita del bambino


di Ilaria Marracci - arte terapeuta



"La conoscenza del mondo per un bambino è di tipo plurisensoriale. E tra tutti i sensi il tatto è quello maggiormente usato.

NON TOCCARE! Quante volte i bambini si sentono ripetere questa imposizione. Nessuno direbbe mai: non guardare, non ascoltare, ma pare che per il tatto sia diverso, molti pensano che se ne possa fare a meno. Un bambino tocca le fredde piastrelle, il soffice tappeto, il tiepido legno, il ruvido muro, la pallina sferica che scappa da tutte le parti, il leggerissimo tessuto del suo vestito, la guancia della mamma... E così impara moltissime cose."


Bruno Munari (e chi se non lui poteva scrivere parole così semplici e stupende?)


Da adulti ci siamo assuefatti all’uso pressoché esclusivo della vista, ci siamo convinti che vedere un oggetto sia sufficiente per conoscerlo a pieno, vedere non ci impone di avvicinarci troppo e ci permette di mantenere una “distanza di sicurezza” rispetto a quello che stiamo osservando. L’utilizzo esclusivo della vista è un buon scudo per la diffidenza che caratterizza molti adulti.


Il bambino non ha queste barriere, il bambino ha bisogno di toccare, annusare e mettere in bocca per conoscere, scoprire il mondo e creare il proprio bagaglio di sapere. Un sapere fatto di colori, ma anche di odori, sapori e sensazioni tattili, di morbidezza e ruvidità, di liscio e ondulato, di superfici su cui le manine corrono via velocemente e altre che invece graffiano.



Per un bambino la gonna della mamma non è solo rossa, è rossa, setosa, morbida e vellutata.


L'erba non è solo verde, è fresca sotto i piedini e le manine, un poco pungente ma così piacevole da accarezzare.



E noi genitori, cosa possiamo fare per permettere al bambino di costruire questo bagaglio di sapere fatto di esperienze multisensoriali?


Possiamo prima di ogni altra cosa, lasciarlo fare. Lasciarlo libero di toccare, esplorare, pasticciare, assaggiare e annusare.


Un bambino ha il sacrosanto diritto di pasticciare con il colore, di toccare il cibo con le mani prima di portarlo alla bocca e di saltare nelle pozzanghere di fango.



Un bambino ha il diritto di potersi sporcare senza sentirsi dire "è cacca", il diritto di costruire con la conoscenza plurisensoriale il suo bagaglio di esperienze.


E se si propongono i giusti materiali, sicuri e commestibili, anche le esperienze di colore si possono fare sin da piccolissimi. Del semplice yogurt bianco, con alcune spezie dentro per dare colore, può diventare una tempera brillante adatta anche ai piccolissimi. Ma anche della frutta o verdura bollita e frullata con poca acqua di cottura (zucca, barbabietola, spinaci, fragole…) può rappresentare un’ottima opzione per permettere al bambino di lasciare le prime tracce di sé su un foglio in un'esperienza che coniuga colore, sapore e profumo.


Attenzione però a non eccedere nel senso opposto, tanto quanto non si dovrebbe impedire ad un bambino di sporcarsi, altrettanto non si dovrebbe mai forzare un bimbo a sporcarsi quando non è pronto.


In un senso o in un altro, dobbiamo sempre rispettare tempi e modi del bimbo non perdendo di vista la sua soggettività.



E nella scelta dei giochi come orientarsi?

Cercate sempre di prediligere quelli che non superino il sottile confine fra stimolazione multisensoriale e iperstimolazione. Ben vengano piccoli giochi che coniugano esperienza tattile a colore e suono, ma no ai colori troppo forti, alle luci extra eccitanti, ai suoni eccessivamente intensi e continui. Il gioco è per il bimbo conoscenza, esperienza costruttiva e stimolazione cognitiva, cerchiamo di non renderlo un’esperienza extra stimolante in grado di sortire solo l’effetto opposto e quindi di agitare il bambino anziché rasserenarlo e occuparlo in maniera sana e proficua.


Non perderti i prossimi articoli per scoprire come coinvolgere il bambino in attività multisensoriali e come realizzarle insieme!


Ilaria



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